I programmi avviati nell’Unione Europea in tema di risparmio energetico mirano ad introdurre il concetto di qualità all’interno del mercato edilizio, imponendo l’obbligo di certificazione non solo per prodotti e sistemi costruttivi, ma anche per gli edifici nel loro complesso. In particolare, focalizzando l’attenzione su alcuni paesi (Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna, Austria, Danimarca e Svizzera) si evidenzia la necessità di operare su grande scala per la riduzione del fabbisogno energetico. Le misure adottate si differenziano nell’approccio al problema, anche se sostanzialmente convergono verso gli obiettivi della Direttiva Europea.
In ambito nazionale, in virtù della clausola di cedevolezza (art. 17 D.Lgs. 192/2005), la possibilità di legiferare in materia è affidata alle singole Regioni. Viene proposto un quadro riepilogativo della situazione normativa nazionale in materia di certificazione energetica degli edifici riportando una breve descrizione dei provvedimenti emanati per ciascuna Regione considerando una classificazione che parte dal Nord e procede lungo la penisola verso Sud. Le considerazioni si riferiscono alla situazione aggiornata al mese di dicembre 2008 e prendono in esame le seguenti Regioni e Province autonome: Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Bolzano, Trento, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Puglia, Basilicata.
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