Gli edifici rappresentano la parte più consistente dei consumi finali di energia, contribuendo in modo significativo alle emissioni di gas serra ed all’inquinamento dell’aria. Le opportunità di risparmio e di razionalizzazione dei consumi dipendono dalla modifica delle abitudini e dei comportamenti, dall’affermazione progressiva di nuovi standard di costruzione degli edifici, dal miglioramento delle prestazioni dei materiali e degli impianti.
Questa complessità di obiettivi dipende in primo luogo dalla chiarezza e dalla efficacia delle norme e delle regole.
In Europa la Direttiva 2002/91/CE e la Direttiva 2006/32/CE hanno modificato, in modo radicale, l’approccio al tema dell’efficienza energetica in edilizia.
L’Italia ha il primato di primo Paese membro ad aver adottato la Direttiva 2002/91/CE, attraverso il D. lgs 192/05, e di recente ha provveduto ad adottare la Direttiva 2006/32/CE, attraverso il D. lgs 115/08. Diversa la vicenda delle norme attuative, che ha accusato ritardi importanti, pur non ostacolando l’attività legislativa delle Regioni.
La Lombardia è stata la prima Regione ad adottare direttamente la Direttiva 2002/91/CE, fissando, in prima attuazione del Piano d’Azione per l’Energia (dgr VIII/4196), le norme per l’efficienza energetica in edilizia (dgr VIII/5018) nel giugno 2007. Alle norme è subito seguito un articolato processo di gestione della certificazione energetica, il primo importante passo nel percorso di fattiva diffusione del nuovo approccio alla sostenibilità energetica in edilizia.
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